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Dietro il sorriso di agosto
Come sono ingialliti presto gli alberi quest’anno!
Come se avessero preso su di sé tutte le inquietudini di questa estate.
E quanto è intimo il modo in cui si accendono i lampioni lungo i viali, sopra i quali si addensano crepuscoli azzurri che ormai non hanno quasi più nulla d’estivo.
E quanto è intenso, struggente, il profumo dell’erba stanca, delle mele e delle pesche mature, della pioggia che sembra essere appena caduta o sul punto di arrivare. Come se agosto portasse la pioggia nascosta nella fodera del suo cappotto.
«E noi due pensiamo di vivere…», come disse un classico.
E noi continuiamo a pensarlo.
E continuiamo a vivere.
Smarriti, stanchi, persino un poco felici, torniamo a casa da tutte le strade che abbiamo percorso, sorridiamo alla luce di una finestra — e non è nemmeno necessario che sia la nostra — facciamo tintinnare le chiavi, apriamo le porte
ed entriamo in spazi nuovi, ancora inesplorati, incomprensibili,
attesi a lungo, vivi.
Ed è qui che pensiamo di vivere,
pensiamo di creare qualcosa di nuovo,
pensiamo di amare
e di essere felici un po’ più che soltanto un poco.
Non avremo camminato tanto per arrivare fin qui, attraversando tempi duri e difficili, senza una ragione.
Agosto sorride.
È d’accordo con noi.
E dietro il suo sorriso
comincia l’autunno.
© Copyright 2026 Johann Lubeck